Le chitarre elettriche
Il primo che cercò di ovviare a tali problemi fu Adolph Rickenbacker, che nel 1931, grazie anche all’aiuto di Beauchamp, realizzò il primo pickup magnetico e lo inserì all’interno di una chitarra hawaiana, poi chiamata frying pan per via della forma.
Poi nel 1935 Gibson introdusse il modello ES-150, una chitarra elettrica dotata di un solo pickup che conseguì un notevole successo.
Circa dieci anni dopo, Paul Bigsby costruì una chitarra estremamente innovativa che non si discosterà troppo dagli esemplari successivi: il body era a spalla mancante, facilitando l’accesso ai tasti più alti, le meccaniche furono poste su un solo lato della paletta, il ponte fu dotato di una leva bilanciata da una molla (ponte tremolo); inoltre da allora la chitarra inizia a essere una vera solid body, vale a dire una chitarra con cassa piena.
L’ultimo accorgimento aiutò molto a ridurre le interferenze che rendevano difficile ottenere un suono gradevole dallo strumento amplificato.
Una vera svolta si ebbe nel 1948 quando Leo Fender costruì la Broadcaster, una chitarra con due pickup singoli e body in legno massiccio, utilizzando per questo un design più leggero e innovativo.
Negli anni seguenti vengono realizzate due delle chitarre icona della musica rock: la Fender Stratocaster e la Gibson Les Paul. Completamente diverse come concezione (ponte fisso/tremolo, pickup a bobina singola o doppia…), quelle chitarre sono prodotte ancora oggi con pochissimi miglioramenti rispetto al progetto originario e sono state prese a modello da molti altri produttori per i propri strumenti.
Oggi le chitarre elettriche si dividono in due categorie principali: solid-body e hollow-body.
Il primo tipo, più diffuso, è privo di cassa di risonanza e può avere, a livello costruttivo, tre diversi tipi di manico: incollato al body (set-in), avvitato al body (bolt-on) o che attraversa il body (neck-tru).
Le chitarre hollow-body, o semiacustiche, dispongono invece di una cassa di risonanza con fori a F posti ai lati del corpo. La diversa quantità di legno rende difficile amplificare in maniera soddisfacente tali strumenti che quindi hanno sonorità più dolci
L’evoluzione delle chitarre hollow-body ha portato alla creazione delle cosiddette semi-hollow, strumenti con due casse laterali di piccole dimensioni e parte centrale piena.
I ponti delle chitarre elettriche possono essere fissi o mobili.
Tra i ponti mobili, che consentono cioè di variare la tensione delle corde tramite l’utilizzo di una leva bilanciata da molle poste nel vano posteriore della chitarra, i più famosi sono i ponti Fender-style e Floyd Rose (o simili).
Nessun commento:
Posta un commento